lunedì 8 novembre 2010

OU!

Ragazzi... e questo blog??
Da un anno lo abbiamo abbandonato all'oblio...

venerdì 31 luglio 2009

ancora convinto di essere Dio?

Ancora convinto di essere Dio?
Maria ti ha appena detto che non t'ama,
che ti lascia e che non tornerà,
la mamma, scoperta della settimana,
vede un altro uomo oltre papà,
e mentre sei lì che ti chiedi -come fa?-
ti ritrovi sulle labbra un puttana.

Carletto? è partito militare,
avete aperto una bottiglia alla notizia,
ed oggi, giorno del suo funerale,
pretendi una targa che gli renda giustizia:
-Carlo Amoruso, tra i caduti d'oltremare,
sorpreso dai nemici nella pausa per pisciare-
Lascia stare amico mio... ancora convinto,
sempre sicuro di essere Dio?

***
A quel punto m'hai sorriso contento:
Amico, m'hai detto, è questione di tempo.


Gennaio-marzo 2009

mercoledì 1 luglio 2009

l'ultima sigaretta

l'ultima sigaretta, storta, l'aveva pianificata anni fa.
aveva notato come, da quando fumava facendosi sigarette da solo, cartine e tabacco si consumassero asincroni, con diverse velocità, senza mai combaciare.
o avanzavano cartine o restava tabacco.
nella sua mente maniacale come per tutti i dipendenti aveva deliberato una congiunzione fatale e aleatoria: avrebbe smesso quando sarebbero finiti entrambi contemporaneamente.
aveva avuto la tentazione di truccare, a volte, e di dire che il tabacco era finito quando ne erano rimaste tre o quattro prese, mezze tritate, ma aveva resistito ammettendo l'inganno a se stesso. non voleva ingannare l'inganno, come se la stessa scelta di smettere solo nel caso della congiuntura non fosse inganno anch'essa. era un inganno molto più forte e credibile, che aveva un senso molto più forte e dunque era vero.
ecco: stasera era successo: erano finiti entrambi: nettamente e desolatamente nella cartina entrava solo quel resto di polvere di tabacco tritato che c'era in busta.
era il giorno giusto.
le due ruote dentate combaciavano.
telefono a lavoro allora: - oggi non vengo, signor bray
-e perchè mai, sta forse male?
-non vengo perchè non me ne frega niente, del suo lavoro, di inventariare i beni delle banche clienti, di inserire dati.
non vengo perchè non mi interessa più catalogare il mondo in celle.
-ah rispose la cornetta, come se ridesse
poi passarono dei secondi, siccome nessuno parlava il telefono venne chiuso.

tutti i soldi vennero presi dal bancomat e versati in contanti ad un venditore di camper usati.
un nuovo volkswagen vecchio modello.
iniziò allora la vacanza, o meglio la presenza di franco a se stesso.
era ottobre, però...

martedì 26 maggio 2009

ancora prigioniero del deserto di dentro,
tartaro barbarico che rumina,
vocìo della città
che mai non tace e zitta non sa stare
e parla per te.
e tu con lei nelle sue voci ascolti
le tue.
cuffie all'orecchie
grigie, già lette scartoffie,
gratis giornali di notizie
ancora, appena, eternamente vecchie.
alberi secchi,
insetti stecchi,
dai vetri vedi:
specchi infranti
su sedili stanchi
come culi
cui i calci s'incollano.
eppure comodo t'aspettano a casa
usati pensieri,
li hai affittati dal giornale di ieri,
dai depliant degli ipermercati
stormi d'uccelli neri
nel vespero migrar

mercoledì 20 maggio 2009

sedersi sul ciglio della strada asfaltata
strada distratta e sgretolata
sfatta e sregolata
ora deserta
in attesa di una nuova alba annunciata
mia alba ampia, serena, coltivata
come pianta trovata e trapiantata
coltivo me
specchiandomi negli altri
e nel tuo specchio degli occhi
che chiedono sempre qualcosa che non voglio
che chiudono sempre con orgoglio
che guardano stupiti il mio germoglio.
voglio una strada nuova che non sia io
strade piene di gente ed in fondo una piazza
una piazza ampia che non serva a dormire
una via che lavori con gli altri il mio lavoro,
accetti i miei difetti e ne faccia pregi
sommandoli ai difetti di altri.

martedì 24 marzo 2009

ridere

Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride
Uno scienziato inglese ha identificato gli schemi che scatenano l'ilarità:
sono gli stessi in ogni luogo. per esempio, i tormentoni. O l'immarcescibile doppio senso
di SARA FICOCELLI

Sono otto e sempre uguali
i motivi per i quali si ride

NON IMPORTA da quale parte del mondo provieni né qual è il tuo grado di sensibilità. Si ride e si sorride sempre per i soliti otto motivi, da nord a sud del pianeta. Questo il risultato di una ricerca di Alastair Clarke, un teorico evoluzionista inglese che ha identificato gli otto schemi dell'ilarità.

Clarke è giunto a questa conclusione dopo aver studiato oltre 20mila situazioni comiche nel corso della Storia, dalle barzellette che si raccontavano nel XIV secolo fino agli sketch della moderna televisione. La sua ricerca ha preso in esame le fonti suddividendole in due grosse categorie, la prima comprendente tv, radio, libri, giornali, musica; insomma tutto ciò che può essere prodotto per scatenare ilarità, e la seconda le normali interazioni tra esseri umani (che spesso sono più divertenti di un film comico).

Ne è risultato che le tipologie del "sense of humour" calzano entro otto precise categorie, che niente hanno a che vedere con il grado di civilizzazione o culturale né con il nostro gusto personale. "Per quanto a molti possa sembrare assurdo - spiega lo studioso - questi pochi schemi sono l'unico vero stimolo che sta dietro le nostre risate. Poco importa, in realtà, il contenuto della sitcom che stiamo guardando o la storiella divertente che ci hanno raccontato. L'importante è che si presenti almeno uno di questi otto schemi mentali".

Le conclusioni del suo lavoro verranno presto pubblicate nel libro "The eight patterns of humour" (Gli otto modelli dell'umorismo). Secondo Clarke il cervello umano inconsciamente va a scovare questi schemi e quando li trova si auto-ricompensa dello sforzo con una bella risata. "A volte un singolo schema è la causa, ma può trattarsi anche della combinazione fra due o tre, riconosciuti simultaneamente. Teoricamente non c'è limite alle possibili combinazioni ed è per questo che ciascuno ride in modi e momenti diversi".

Ma vediamo esattamente di cosa si tratta. La maggior parte degli schemi indicati dallo scienziato inglese sono molto semplici e di comprensione immediata. Il primo della lista è quello della "ripetizione positiva", ovvero quella ripetizione continua di una frase, un gesto o un'intera scena che ritroviamo nel cabaret e che appartiene allo spettacolo fin dalle origini della commedia. In una parola, un tormentone.

C'è poi il meccanismo della "qualificazione", meno intuitivo del precedente, dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti l'accento dell'ispettore Clouseau nel film "La pantera rosa"). Il terzo schema è quello della "ricontestualizzazione qualitativa", che si presenta quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. In questo caso può trattarsi anche di una situazione scollegata dal mondo dello spettacolo, di vita quotidiana, come ad esempio il nuovo taglio di capelli di un amico che di colpo somiglia a un carciofo. Lo schema dell'"applicazione" è quello del doppio senso, vale a dire quando parole o intere frasi hanno un significato ambivalente.

Ci sono poi gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario, della "divisione", che si ha quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone, e dell'"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile all'ironia e al sarcasmo. Allo schema dell'opposizione è ad esempio riconducibile anche la distorsione che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di un'immagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.

Infine, Clarke segnala lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. L'oggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello.

Secondo gli studiosi questi schemi potrebbero aiutare sceneggiatori e cabarettisti a migliorare la qualità di film, spettacoli teatrali e sketch di improvvisazione. E magari anche la nostra vita privata, evitandoci l'imbarazzo di raccontare una barzelletta che, non rientrando in nessuno degli otto modelli, non farebbe ridere nessuno.

venerdì 20 febbraio 2009

Crittografia mnemonica

Mi piace molto e ve la propongo:

Declamato dinanzi una folla (5 1 3 6)

Buon Lavoro.
Paolo

sabato 14 febbraio 2009

nemo

Ho visto le menti migliori della mia generazione

devastate, bruciate,

dalla scuola di specializzazione

per insegnanti.

Ne ho visti tanti

all'esame d'ammissione

assonnati e sognanti

prede della depressione,

allegri e collaboranti

tristi secchioni.

Quiz vorticante che rotea e sceglie,

lotteria della vita,

tram che non passa

e se passa

non ti passa più,

legno di carena di galea

che geme,

scapestrati saliamo sulla selezione caronte

lasciamo con la scia

la speranza dietro,

speranza di vetro,

caduto ed incrinato,

ma per miracolo,

per poco ancora intatto.

martedì 13 gennaio 2009

AVVISO



Cari lettori e scrittori di questo blog patate, riso e cozze, vorrei avvisarvi che sul sito sognihorror.com sono stati editi due racconti: uno mio (ma firmato Abdul) e uno di Cristò, partecipanti al concorso "Buonanotte e sogni d'Horror".

Have a nice nightmare!

venerdì 9 gennaio 2009

bonaventura

Qui comincia l'avventura
del signor Bonaventura
che facendo la benzina
dalla pompa più vicina
con sua grande meraviglia
non riempie una bottiglia:
con cinque euro da pagare
non sa proprio come fare.
Lo stipendio deve usare
Solamente per viaggiare!

nella mente gli balena
di spezzare la catena,
e sul bus fare il tragitto,
gongolando. "sono un dritto".
Con biglietto o abbonamento
pagherà lo spostamento;
è sicuro il risparmiare
non c'è nulla da obiettare:
"Non inquino e non intaso",
del vantaggio s'é persuaso.
non più noia nel parcheggio,
litigare sempre peggio
per trovare un posticino
che all'ufficio sia vicino.

Ma dall'auto le persone,
certo quelle più cafone,
non rispettano i segnali,
e le strisce pedonali,
con le mani fanno gesti
ed intasano, molesti,
strisce gialle di corsie
marciapiedi,viali e vie.
guarda la televisione
e capisce le persone
che si fanno fuorviare
dalle cose da comprare
perchè sono straveloci
ma lo sanno che agli incroci
prima o poi devi frenare?
o bisogna sempre andare
sulle strade in riva al mare?
sulle strade di campagna
sulle strade di montagna
dove non c'è mai nessuno?
solamente su raiuno!

Guarda la televisione
E non trova la ragione
perché han fatto quella guerra
Nella parte della terra
di petrolio così piena.

far provare tanta pena
alle madri dei soldati,
ai paesi bombardati,
ai bambini senza casa
della terra appena invasa
da invasati che, bugiardi,
hanno speso dei miliardi
accusando una nazione
di covare un'aggressione
ai paesi occidentali
con delle armi micidiali.

Questa era una bugia,
tutti quanti tuttavia
han creduto fosse vera
dal giornale della sera.

spegne la televisione
e detesta l'aggressione.
poi comincia a ragionare:
per fermarla come fare?
iniziare dal rispetto
del vicino dirimpetto!

lo saluta e invita a cena
e ha creato una catena
di sorrisi e nuova gente:
soluzione divertente.
come premio avrà un milione
di amicizie di persone.